
L’immagine grafica dell’edizione 2026 di PordenonePensa è stata realizzata da Edoardo Nardin, pordenonese classe ’83, formatosi al Liceo Artistico Enrico Galvani di Cordenons e laureato a Firenze in Produzione di Musica, Spettacolo e Arte. La sua ricerca unisce arti visive e performative, porta nel suo lavoro uno stile dinamico influenzato dalla sua esperienza sul palcoscenico.
Le faccine sono un tratto distintivo e riconoscibile dello stile dell’artista. Ritratti, folla, personalità, semplificazione, riconoscibilità. Utilizzate apparentemente come motivo decorativo, in realtà danno spessore e maggior significato all’illustrazione; ogni faccina è diversa dalle altre, così come lo sono le persone. Il soggetto ritratto si riconosce e si identifica nei volti.
Secondo la visione di Nardin tutte queste faccine sono la metafora di tante persone, una nuova comunità che si è formata e rappresenta gli spettatori di Pordenone Pensa. E poi c’è lei la scimmia, il “cugino darwiniano” dell’essere umano che osserva, e pensa.
Ci si interroga sulle differenze tra uomo e scimmia. Le risposte sono molte: alcune banali, altre profonde.
Tra tutte, una emerge con forza: la cultura, come elemento distintivo dell’essere umano.
“Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.”
Dante Alighieri, Divina Commedia
Un essere umano che non pensa è una scimmia?
PordenonePensa 2026 – Festival del confronto
In arrivo la XVIII^ edizione della rassegna organizzata dal Circolo Culturale Eureka ETS.
Realizzata con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, Città di Spilimbergo e numerosi sponsor privati. La manifestazione è patrocinata dal Ministero della Cultura, Comune di Pordenone, Comune di Roveredo in Piano, Comune di Porcia e Comune di Fontanafredda
e fa parte del percorso Verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.
Tutte le conferenza saranno alle ore 20.30 e ad ingresso libero senza prenotazione.
Giovedì 11 giugno Roveredo in Piano
Auditorium Comunale – via Donatori del sangue 9
da 15 al 18 e 22, 24, 25 giugno
Chiostro della Biblioteca civica di Pordenone
19 giugno Capitol
Via Mazzini Pordenone
20 giugno Porcia (ore 20:00)
Piazza L. Remigi in caso di maltempo sala Diemoz
23 giugno Spilimbergo
Piazza Garibaldi, in caso di maltempo Teatro Miotto
26 giugno Fontanafredda
Area Risorgive – Via anello del sole
In caso di maltempo visitando questa pagina o iscrivendoti ai nostri canali Telegram e Whatsapp potrai trovare indicazione di dove verrà realizzato l’appuntamento.
Scarica qui la locandina
Avvisiamo il pubblico che durante gli eventi verranno realizzate foto e/o video per la diffusione online.

Giovedì 11 giugno, ore 20.30
Roveredo in Piano – Auditorium Comunale – via donatore del sangue 9
Stefano Pilotto – “A 80 anni dalla strage di Vergarolla: il terrore che accelerò l’esodo italiano dai territori orientali”
La storia del confine orientale italiano è al centro delle preoccupazioni delle popolazioni della penisola da diversi secoli. Nel corso del Novecento i conflitti si concentrarono proprio sul confine orientale, determinando contrasti tragici, che lasciarono i segni nel tempo e nella memoria. Nel periodo drammatico fra l’occupazione jugoslava della Venezia Giulia, Istria, Quarnero e Dalmazia (maggio 1945) e la firma del trattato di pace (febbraio 1947) alcune azioni si svilupparono nei territori orientali italiani per influenzare le decisioni dei paesi vincitori della seconda guerra mondiale. Fra queste uno spazio particolare occupa l’eccidio di Vergarolla (18 agosto 1946), che lacerò il tessuto civile italiano in Istria, colpì nel profondo l’anima della nazione ed incoraggiò l’esodo massiccio da Pola della popolazione italiana. Quali considerazioni a 80 anni da quell’evento? Come inquadrare l’esplosione di Vergarolla nella più vasta cornice della storia?
L’appuntamento è patrocinato dal Comune di Roveredo in Piano Assessorato alla Cultura.
Ingresso libero senza prenotazione.

Lunedì 15 giugno ore 20.30
Chiostro della Biblioteca civica di Pordenone in caso di maltempo Capitol via Mazzini.
Chiara Pavan – “Il gusto della sostenibilità. Cucina consapevole, rispetto dell’ambiente e amore per il territorio.”
Modera il giornalista enogastronimico Kevin Feragotto racconta il mondo del food & beverage con uno sguardo attento alle storie, ai protagonisti e alle tendenze del settore. La sua scrittura unisce competenza tecnica e capacità narrativa, trasformando il racconto del cibo e del vino in articoli poi pubblicati su Falstaff, Identità Golose ed altre rinomate riviste di settore.
Dagli studi di filosofia alla Stella Verde Michelin al Venissa, la storia di Chiara Pavan è quella di una rivoluzione culinaria che parte dal rispetto della terra. Pioniera della «cucina ambientale», la chef ha ridefinito il rapporto tra gastronomia e natura, trasformando le criticità del cambiamento climatico che ha visto in prima persona col mutamento della laguna di Venezia – come l’invasione del granchio blu o la siccità – in opportunità creative e ingredienti preziosi. Nella realtà della laguna, infatti, vita lenta, stagionalità e filiera corta non sempre sono scelte: spesso sono obblighi dettati dall’isolamento o dai ritmi della natura.
Un approccio sostenibile e fortemente anti-spreco che Chiara ha saputo raccontare anche al grande pubblico grazie alle sue collaborazioni con MasterChef, portando la cucina etica e la valorizzazione del territorio al centro della cultura pop televisiva.
In questa conferenza, Kevin Feragotto giornalista enogastronimico intervisterà Chiara Pavan ed insieme ci accompagneranno dietro le quinte della cheffe ricerca per dimostrare che il futuro dell’alimentazione non è una scelta, ma un’urgenza. Perché il vero lusso non è avere tutto a disposizione, ma fare il massimo (e il meglio) con quello che il territorio ci offre. Un incontro imperdibile per ripensare, insieme, il nostro modo di stare a tavola e nel mondo.
Ingresso libero senza prenotazione.

Mercoledì 17 giugno ore 20.30
Chiostro della Biblioteca civica di Pordenone in caso di maltempo sala T. Degan.
Alberto Mingardi, Filippo Facci – “La trappola degli estremi. La libertà di parola nell’era della polarizzazione“
“Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”. Quanto è ancora attuale la frase attribuita a Voltaire? In tempi di fortissima polarizzazione, l’aggressione verbale si sostituisce sempre più spesso alla discussione argomentata sui temi cruciali del nostro tempo. Gli esempi sono quotidiani: dibattiti impediti dalle proteste, censure preventive e gogne mediatiche, il tutto amplificato da bolle digitali che azzerano la complessità. A questo si aggiunge l’effetto più insidioso: l’autocensura di chi sceglie il silenzio per timore di finire nel mirino.
In un panorama culturale e mediatico in cui risulta fin troppo facile – e rassicurante – aderire per pigro conformismo all’uno o all’altro estremo, esercitare l’autentica libertà di parola non dovrebbe essere un atto di rottura, ma la normalità democratica. Sottrarsi alla logica delle fazioni è forse l’unica strada percorribile per trovare soluzioni efficaci a problemi che diventano ogni giorno più complessi.
Una riflessione sul confine tra la legittima battaglia per promuovere le proprie convinzioni e il rispetto delle libertà altrui, per ridare pieno senso all’articolo 21 della Costituzione.
Appuntamento patrocinato dal Comune di Pordenone.
Ingresso libero e senza prenotazione

Giovedì 18 giugno ore 20.30
Chiostro della Biblioteca civica di Pordenone in caso di maltempo Capitol via Mazzini.
Adriano Panatta si racconta. Intervista a cura di Filippo Facci.
Roma. Parigi. La Coppa Davis. Il 1976 non è semplicemente un anno, è il momento esatto in cui il tennis italiano è diventato leggenda. E l’uomo che ha scritto quella pagina indelebile è pronto a condividere la sua storia. A mezzo secolo di distanza da quella storica doppietta, abbiamo visto Adriano Panatta tornare da assoluto protagonista sui palcoscenici che lo hanno reso immortale: le recenti e trionfali cerimonie di premiazione agli Internazionali d’Italia e al Roland Garros lo hanno celebrato non solo come campione, ma come vera e propria icona globale, simbolo di un’epoca irripetibile che si completò con l’alzata dell’Insalatiera in Cile. Ma Panatta non è solo l’eroe della maglietta rossa. La sua è stata una lunghissima e poliedrica carriera che ha attraversato decenni di sport e cultura italiana. Capitano non giocatore di Coppa Davis, dirigente, voce tecnica inconfondibile e opinionista brillante: un uomo capace di reinventarsi con la stessa classe delle sue celebri volée.
Tutto questo prenderà vita durante la conferenza “Adriano Panatta si racconta”.
A guidare questa conversazione intima e senza filtri sarà il giornalista e scrittore Filippo Facci. Con il suo stile pungente, colto e mai banale, Facci è l’interlocutore perfetto per dialogare con Panatta: un botta e risposta che promette di esaltare la proverbiale ironia e la schiettezza del campione romano, scavando tra aneddoti inediti, trionfi sportivi e spaccati di vita.
Appuntamento patrocinato dal Comune di Pordenone.
Ingresso libero senza prenotazione in caso di maltempo l’evento avrà luogo al Capitol in via Mazzini.

Venerdì 19 giugno, ore 20.30
Pordenone, Capitol Pordenone Via Mazzini
Pietrangelo Buttafuoco, Giampiero Mughini eccitati da Giordano Bruno Guerri – I libri belli e le buone letture – Chiacchierata sull’amore per i libri, su cosa è bello leggere e sulla rivista ricreata dalla Biennale di Venezia
«Di tutti gli strumenti dell’uomo, il più stupefacente è senza dubbio il libro». Partendo da questa formidabile intuizione di Jorge Luis Borges, l’incontro si propone come un’appassionata dichiarazione d’amore per la carta stampata e per il piacere estetico della scoperta. Che cosa rende davvero “bello” un volume e quali sentieri imprevedibili tracciano le buone letture? La chiacchierata abbraccerà il fascino inesauribile delle pagine scritte, per poi allargare l’orizzonte a un progetto di grande respiro: la rinascita della storica rivista de La Biennale di Venezia, un laboratorio editoriale ricreato per tornare a essere un crocevia vitale nel dibattito culturale e artistico.
A orchestrare questo raffinato vagabondare letterario sarà Giordano Bruno Guerri, pronto a eccitare, con le sue provocazioni e la sua consueta verve, le riflessioni di due interlocutori d’eccezione, uniti da una feroce e dichiarata bibliofilia. Sotto i suoi continui stimoli si confronteranno a ruota libera Pietrangelo Buttafuoco, scrittore, intellettuale e Presidente della Biennale di Venezia – vera anima del rilancio della rivista – e Giampiero Mughini, giornalista, saggista e leggendario collezionista di volumi. Ne scaturirà un dialogo brillante e privo di schemi rigidi, dedicato a chiunque consideri l’atto di leggere non un semplice passatempo, ma una lente indispensabile per assaporare e decifrare la complessità del mondo.
Ingresso libero senza prenotazione.

Sabato 20 giugno, ore 20.00
Porcia – Piazza Luigi Remigi, in caso di maltempo Sala R. Diemoz in via delle Risorgive, 3
Giordano Bruno Guerri e Francesca Barbi-Marinetti – “Audacia ribellione velocità –Conversazione sull’importanza del Futurismo ancora ai nostri giorni“
“Audacia, ribellione, velocità”. Non sono soltanto le parole d’ordine di un’avanguardia del passato, ma le chiavi di lettura di una modernità che il Futurismo ha clamorosamente anticipato e plasmato. A oltre un secolo dalla pubblicazione del suo dirompente Manifesto, il movimento continua a parlarci in modo diretto. L’ossessione per il progresso tecnico, il dinamismo frenetico, la rottura iconoclasta con la tradizione: quanto di questo slancio vitale sopravvive nel nostro presente iper-connesso? Questo incontro esplora l’eredità inesauribile della prima vera avanguardia italiana, dimostrando come la sua spinta sovversiva sia un antidoto ancora straordinariamente efficace contro la stagnazione culturale.
A confrontarsi su questo lascito esplosivo saranno lo storico e saggista Giordano Bruno Guerri, da sempre affine alle figure più irregolari del nostro Novecento, e la critica d’arte Francesca Barbi Marinetti, nipote diretta del fondatore del movimento. Un dialogo serrato e privo di formalismi, pensato per spogliare il Futurismo di qualsiasi polvere accademica e restituirlo alla sua vera natura: una scintilla incendiaria capace di scuotere il conformismo, ieri come oggi.
Appuntamento realizzato con il patrocinio ed il contributo del Comune di Porcia.
Ingresso libero senza prenotazione.

Lunedì 22 giugno, ore 20.30
Pordenone, Chiostro della Biblioteca civica in caso di maltempo Sala T. Degan
Giuseppe Benedetto e Davide Giacalone – Predicare inutilmente. “Ogni promessa è debito… pubblico”
Vi capita mai di avere l’impressione che l’Italia stia viaggiando contromano, più verso il passato che verso il futuro? Spesso la politica promette senza spiegare chi paga, trasformando il domani in una fonte di paura anziché di opportunità.
Per fare chiarezza e cercare risposte concrete, vi invitiamo a un incontro speciale con Giuseppe Benedetto e Davide Giacalone, due delle voci più lucide e controcorrente del nostro panorama culturale.
Partendo dai loro ultimi libri, i due autori ci guideranno in un viaggio senza sconti tra le grandi contraddizioni italiane: uno Stato che frena chi produce e spende senza misura, accumulando un debito pubblico che è a tutti gli effetti una tassa differita sulle spalle delle prossime generazioni. Ma non sarà solo un elenco di problemi. Benedetto metterà sul tavolo la proposta concreta della Fondazione Einaudi per una snella Assemblea Costituente, indispensabile per tagliare la burocrazia e riorganizzare le Regioni, spesso trasformate in centri di spreco. Per ritrovare il coraggio del futuro, affrontando a testa alta la crisi del nostro modello sociale e valorizzando il ruolo di un’Unione Europea ed Italia forte e responsabile.
Ingresso libero senza prenotazione.

Martedì 23 giugno, ore 20.30
Spilimbergo Piazza G. Garibaldi, in caso di maltempo Teatro Miotto
Fausto Biloslavo, Gianandrea Gaiani e Gian Micalessin – Gli attuali conflitti internazionali.
Cosa sta accadendo davvero nei territori feriti dai conflitti e in che modo la loro realtà ridisegna le nostre vite? Per comprendere le fratture geopolitiche odierne, non basta guardare i freddi dati macroeconomici: occorre entrare nei luoghi dove la storia si sta compiendo. L’inferocirsi della guerra in Ucraina, le tensioni vive in Iran e Israele e il ruolo determinante degli USA si manifestano sul campo prima di riflettersi nelle nostre case. Capire dinamiche come il blocco marittimo dello Stretto di Hormuz significa comprendere la radice profonda dei rincari energetici e dell’inflazione in Italia. I grandi reporter Fausto Biloslavo e Gian Micalessin ci porteranno dentro questi scenari con testimonianze dirette dal fronte. Insieme all’analista strategico Gianandrea Gaiani, decifreremo come le complesse vicende di quelle terre lontane stiano silenziosamente plasmando la nostra quotidianità. In fine discuteremo del attuale ruolo dell’Italia e di come le decisioni strategiche di oggi possano impattare sul nostro domani.
L’incontro è realizzato con il sostegno del Comune di Spilimbergo.
Ingresso libero senza prenotazione.

Mercoledì 24 giugno ore 20.30
Chiostro della Biblioteca civica di Pordenone in caso di maltempo Sala T. Degan
Alessandro Donati – Campioni senza scorciatoie: Come lo sport sano batte il doping.
Il mondo dello sport moderno si trova a un bivio cruciale. Per decenni, modelli basati su carichi di lavoro estremi hanno alimentato la scorciatoia del doping, creando distorsioni etiche e gravi danni alla salute degli atleti. In questa conferenza, Alessandro Donati — Maestro dello sport e simbolo internazionale della lotta al doping — propone un nuovo paradigma consapevole. Partendo dal volume “Allenare diversamente”, Donati delinea una metodologia dell’allenamento che unisce l’eccellenza prestazionale alla responsabilità etica e alla tutela psicofisica, valida per professionisti e amatori. L’incontro offrirà inoltre una lucida contro-narrazione del sistema sportivo attraverso il caso emblematico di Alex Schwazer. Dietro il racconto di un percorso di redenzione e della successiva persecuzione subita, Donati svela i meccanismi di potere e corruzione internazionale. Un’occasione unica per riflettere sul futuro dello sport pulito e sull’eredità civile di una vita spesa per la giustizia.
Appuntamento con il patrocinio del Comune di Pordenone.
Ingresso libero senza prenotazione.

Giovedì 25 giugno ore 20.30
Chiostro della Biblioteca civica di Pordenone in caso di maltempo Ex Convento di San Francesco.
Tommaso Cerno – Giuda contro Pilato: perché l’Italia muore di conformismo.
Ingresso libero senza prenotazione.

Venerdì 26 giugno, ore 20.30
Fontanafredda – Arena Risorgive via Anello del Sole 265, in caso maltempo l’evento avrà luogo nell’edificio della Risorgiva.
Gennaro Sangiuliano intervistato da Rossano Cattivello – Erdogan, Xi Jinping, Putin, Trump. Le vite nascoste dei protagonisti della geopolitica.
Quali segreti si celano dietro i leader che stanno ridisegnando gli equilibri del pianeta? La conferenza guidata dal saggista e giornalista Gennaro Sangiuliano, offre un viaggio inedito e ravvicinato dietro le quinte del potere globale. Al di là delle tradizionali analisi macroeconomiche e dei trattati internazionali, l’incontro scava nelle biografie intime, nelle ossessioni personali e nei retroscena psicologici di quattro figure chiave del nostro tempo. Attraverso un racconto giornalistico documentato e avvincente, Sangiuliano tratteggia un affresco lucido della complessità odierna, svelando come i vissuti privati, i traumi e le ambizioni più profonde dei grandi “uomini forti” non siano semplici dettagli di cronaca, ma i veri motori che orientano la storia contemporanea e il destino di tutti noi.
L’appuntamento è organizzato in collaborazione e con il Patrocinio del Comune di Fontanafredda e l’assessorato alla Cultura.
Ingresso libero senza prenotazione.
Ecco alcuni dei protagonisti di quest’edizione:

Stefano Pilotto è docente di Storia delle Relazioni Internazionali e Geopolitica. Insegna al MIB Trieste School of Management da molti anni e all’Università di Udine. Ha insegnato all’Università di Trieste e in diverse altre istituzioni in Italia (ISPI Milano, SIOI Roma) e all’estero (Francia, Spagna, Croazia, Serbia, Ungheria, Russia e Cina). Nel 2010 ha ottenuto una Laurea Honoris Causa da parte dell’Institute of International Business Education di Mosca. Nel 2021 ha ricevuto la Medaglia d’Oro al Merito da parte del Presidente della Repubblica di Serbia per lo sviluppo dei rapporti di amicizia fra la Repubblica di Serbia e la Repubblica Italiana. Nel 2024 ha ricevuto il Sigillo Trecentesco da parte del Sindaco di Trieste per il suo impegno nel divulgare la storia e l’arte della città di Trieste. Ha scritto libri, articoli e saggi in materia di politica internazionale, storia delle relazioni internazionali e geopolitica. È anche esperto di storia e problemi dell’Europa Centro-Orientale e dei Balcani.

Chiara Pavan

Filippo Facci è una delle firme più dirompenti e anticonformiste d’Italia. Emerso in prima linea seguendo le inchieste di Tangentopoli, il suo eclettico percorso abbraccia testate quali L’Unità, La Repubblica, L’Avanti!, Il Foglio, Libero e, oggi, Il Giornale. Spirito irrequieto e da sempre grande appassionato di musica e di sport, unisce al giornalismo una prolifica attività saggistica: nel recente Dizionario politicamente (s)corretto smonta con lucidità i paradossi dell’ideologia woke e della cancel culture.

Alberto Mingardi, professore Associato di Storia delle Dottrine Politiche all’Università IULM di Milano, Alberto Mingardi è Direttore Generale dell’Istituto Bruno Leoni, autorevole think tank liberale di cui è co-fondatore. Studioso del liberalismo classico e delle dinamiche della società aperta, unisce al rigore accademico una costante e lucida partecipazione al dibattito pubblico, collaborando come editorialista per Corriere della Sera, La Stampa e The Wall Street Journal. Autore di numerosi saggi sull’evoluzione del ruolo dello Stato e sulle radici delle libertà individuali, porta nel dibattito una rigorosa prospettiva filosofico-politica.

Adriano Panatta, leggenda indiscussa dello sport azzurro e icona di stile, ha da tempo trasceso i confini del tennis per affermarsi come una voce acuta e inconfondibile del dibattito pubblico italiano. Proprio quest’anno, nel 2026, si celebra il cinquantenario del suo irripetibile 1976, l’anno d’oro che lo vide trionfare agli Internazionali di Roma e al Roland Garros di Parigi, suggellato poi dalla storica Coppa Davis. Oltre i successi sul campo, Panatta ha saputo reinventarsi come scrittore, opinionista e brillante commentatore.

Giordano Bruno Guerri storico, saggista e giornalista italiano, noto per il suo stile narrativo rigoroso ma accessibile. Il suo lavoro si concentra prevalentemente sulle dinamiche intellettuali, di costume e sui grandi movimenti culturali del Novecento, con l’obiettivo di decostruire i miti della memoria collettiva attraverso l’analisi critica delle fonti. Dal 2008 ricopre la carica di presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, la monumentale dimora di Gabriele d’Annunzio, autore al quale ha dedicato importanti studi, inoltre, dalla fine del 2025 è stato nominato presidente della Fondazione Nazionale “Carlo Collodi”. La sua ricca produzione letteraria unisce l’analisi biografica alla critica culturale. Tra le sue opere più recenti figurano la grande panoramica di Storia del mondo. Dal Big Bang a oggi (2023), la biografia critica Benito. Storia di un italiano (2024) e la sua ultima fatica, incentrata sulle avanguardie del Novecento, Audacia, ribellione, velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani (2025).

Giampiero Mughini è un giornalista, scrittore e intellettuale tra i più poliedrici e riconoscibili del panorama culturale italiano. Co-fondatore del quotidiano Il Manifesto e attivo protagonista della stagione del Sessantotto, ha successivamente sviluppato una forte autonomia critica che lo ha allontanato dalle ideologie rigide, facendone una voce fieramente solitaria. La grande popolarità televisiva è arrivata grazie a storici programmi come il Maurizio Costanzo Show e Controcampo, dove si è imposto come opinionista colto e provocatorio. Dietro il personaggio pubblico si nasconde però un’anima da raffinatissimo esteta e bibliofilo. Mughini nutre un amore profondo e totalizzante per i libri, tanto da aver trasformato la sua casa in una vera e propria casa-museo. La sua collezione privata è leggendaria: custodisce rarità introvabili, prime edizioni del Novecento.

Pietrangelo Buttafuoco (Catania, 1963) è un raffinato giornalista, scrittore e saggista italiano. Laureato in Filosofia, si distingue da sempre nel dibattito culturale per una scrittura colta, provocatoria e controcorrente. Intellettuale eclettico, accanto alle collaborazioni con testate storiche come Il Foglio, Il Giornale e Il Fatto Quotidiano, ha firmato romanzi di grande successo. Già attivo nella gestione di importanti teatri nazionali, dal marzo del 2024 ricopre l’alta carica di presidente della Fondazione La Biennale di Venezia.

Francesca Barbi-Marinetti nipote di Filippo Tommaso Marinetti, celebre fondatore del movimento Futurista. Figlia di Luce Marinetti (terzogenita di Marinetti) è una critica d’arte e curatrice di mostre, consigliera Fondazione MAXXI, titolare dell’associazione D.d’ARTE e molto legata alle voci contemporanee grazie al clima che ha respirato in famiglia. Ha dichiarato che il Futurismo è la vera modernità e definendolo una propensione ad amare ciò che sta per arrivare.

Fausto Biloslavo giornalista di guerra, ha iniziato l’attività giornalistica dal fronte nel 1982, seguendo l’invasione israeliana del Libano. Negli anni Ottanta ha coperto le guerre dimenticate dall’Afghanistan, all’Africa fino all’Estremo Oriente. Nel 1987 è stato catturato e tenuto prigioniero a Kabul per sette mesi. Nell’ex Jugoslavia ha raccontato tutte le guerre dalla Croazia, alla Bosnia, fino all’intervento della Nato in Kosovo. Primo giornalista italiano a entrare a Kabul liberata dai talebani dopo l’11 settembre, nel 2011 è stato l’ultimo italiano a intervistare il colonnello Gheddafi durante la rivolta. Tra le sue pubblicazioni più recenti, Ucraina. Nell’inferno dell’ultima guerra in Europa (Signs Publishing, 2022), Talebani dell’accoglienza (Signs Publishing, 2024) e Le pagine strappate della storia (Signs Publishing, 2026). Lavora per “Il Giornale” e collabora con “Panorama” e Mediaset.

Gianandrea Gaiani giornalista bolognese, dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa. Ha collaborato e collabora con quotidiani e settimanali, università e istituti di formazione militari ed è opinionista per reti TV e radiofoniche. Presso il Ministero dell’Interno ha ricoperto dal 2018 l’incarico di Consigliere per le politiche di sicurezza di due ministri e un sottosegretario.

Gian Micalessin
Nato a Trieste nel 1960, è uno dei più noti e apprezzati reporter di guerra italiani. Dal 1983 ha seguito sul campo decine di conflitti inclusi i più recenti in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria e Ucraina. Reporter e opinionista per Il Giornale e il sito Gli Occhi della Guerra, nella sua carriera ha collaborato con Corriere della Sera, Repubblica, Panorama, Libération, Der Spiegel, El Mundo, L’Express e Far Eastern Economic Review oltre che con le emittenti televisive CBS, NBC, Channel 4, TF1, France 2, NDR, TSI, RaiNews24, RaiUno, Rai 2, Canale 5 e LA7. Per il suo lavoro di reporter di guerra ha ricevuto il Premio Antonio Russo (2003), il Premio giornalistico Cesco Tomaselli (2007) e il Premio Ilaria Alpi (2011).

Giuseppe Benedetto è presidente della Fondazione Luigi Einaudi, fondata nel 1962 da Giovanni Malagodi e faro della cultura liberale in Italia. Avvocato penalista, ha svolto importanti funzioni pubbliche ed è stato esponente nazionale del Partito Liberale Italiano. Ha dedicato tutta la sua vita alla difesa delle libertà e dei diritti civili. Accanto all’impegno forense e civile, Benedetto porta avanti una prolifica attività saggistica volta ad attualizzare il pensiero laico. Tra i suoi ultimi libri spicca “Liberale è. Predicare inutilmente” Rubbettino (2026), un manifesto che ridefinisce i confini del liberalismo contemporaneo oltre i cliché. Attraverso la sua guida della Fondazione e i suoi scritti, Benedetto continua a essere una delle voci più autorevoli e attive nel dibattito sul garantismo e sulle libertà individuali nel Paese.

Davide Giacalone è giornalista pubblicista dal 1985, editorialista de L’Opinione, ha scritto per Libero e ha collaborato con l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5, è direttore del quotidiano La Ragione. Noto per le sue analisi lucide e controcorrente della politica e dell’economia. Autore di numerosi saggi con Rubbettino ha pubblicato: “Colpevoli & vincenti” (2023), che affronta il senso di colpa e le contraddizioni dell’Occidente, e l’ultimo “Futuribile. Domani sarà sempre migliore di ieri” (2025), un invito a superare le paure del presente per tornare a guardare avanti con coraggio.

Alessandro Donati Maestro dello Sport specializzato nell’atletica, è il simbolo mondiale della lotta contro il doping. Nella sua vita interamente dedicata a seguire e far crescere gli atleti ai massimi livelli, si è spesso trovato a pagare lo scotto delle proprie denunce scomode, come quando, dopo 10 anni da allenatore della Nazionale italiana di atletica leggera, nel 1987 fu sollevato dall’incarico perché, ai Campionati del Mondo a Roma, smascherò la frode in Mondovisione del salto in lungo truccato per far vincere l’oro a Giovanni Evangelisti, totalmente all’oscuro della combine. Negli anni la sua attività in nome di uno sport pulito – condotta sempre con profonda passione e spirito etico – è stata intensa. È autore di diversi libri di denuncia sul fenomeno del doping e sul malaffare che lo circonda, fra cui I signori del doping (2021) e Allenare diversamente (2026). Nel 2015 iniziò ad allenare Alex Schwazer con cui sta tuttora vivendo la scandalosa vicenda di persecuzione e ingiustizia che racconta in questo libro.

Tommaso Cerno giornalista, saggista e conduttore televisivo italiano. Dopo gli esordi locali al Messaggero Veneto, assume nel 2016 la guida de L’Espresso e diventa poi il condirettore di Repubblica. Nel 2018 sperimenta la politica attiva, venendo eletto senatore con il Partito Democratico. Nel 2022 torna a tempo pieno al giornalismo di area centrodestra: dirige L’Identità e poi, nel 2024, il quotidiano romano Il Tempo. Il grande salto avviene il 1° dicembre 2025, quando succede ad Alessandro Sallusti come direttore de Il Giornale. Intellettuale eclettico e polemista televisivo, unisce una forte passione civile all’analisi graffiante e crossmediale della realtà politica italiana. All’interno del programma Domenica In su Rai 1 affianca Mara Venier, contribuendo regolarmente per commentare i grandi temi di attualità, dimostrando una rara versatilità nel saper dialogare con il pubblico, evidenziando come la cultura e l’analisi politica possano fondersi efficacemente con l’intrattenimento leggero. La sua ultima fatica letteraria è Le ragioni di Giuda: quando il tradimento ideologico diventa un atto di libertà. (2026) edito Rizzoli.

Gennaro Sangiuliano, politico italiano, scrittore e giornalista, è stato corrispondente per la Rai da Parigi fino al 2025. Laureato in Giurisprudenza, PhD in Diritto ed Economia, tra i vari incarichi ha ricoperto quello di vicedirettore di «Libero» e del Tg1 e direttore del Tg2. Dall’ottobre 2022 al settembre 2024 è stato ministro della Cultura. È stato docente di Storia dell’economia presso l’Università Luiss – Guido Carli di Roma e direttore della scuola di giornalismo dell’Università di Salerno. Autore di diverse pubblicazioni tra cui “Putin” (2015), “Trump” (2017), “Il nuovo Mao, Xi Jinping e l’ascesa al potere nella Cina di oggi” (2019), “Il sultano: La vita di Recep Tayyip Erdogan” (2025).


