Adriano Panatta si racconta – con Filippo Facci – Pordenone – 18 giugno 2026

Nella giungla di atleti costruiti a tavolino, statistiche fredde e idoli sportivi spesso privi di spontaneità, è raro avere l’occasione di ascoltare la voce viva e senza filtri di una vera leggenda. Per questo la serata di Pordenone Pensa con Adriano Panatta, incalzato dall’ironico e pungente Filippo Facci, è stata preziosa: quando in gioco c’è la testimonianza diretta di un mito del tennis che si racconta e ci racconta l’essenza stessa dello sport, la miglior difesa contro la banalità è abbandonarci alla forza dell’ironia e della memoria autentica.

Le trappole in agguato nella celebrazione di un mito sono davvero tante, alcune generate dalla stucchevole retorica nostalgica, altre dal rischio di prendersi troppo sul serio, altre ancora dalla difficoltà di trasmettere alle nuove generazioni un mondo analogico che non esiste più.

Partendo dai recentissimi e toccanti omaggi ricevuti a Parigi per celebrare il suo storico trionfo al Roland Garros (vissuti con una celata ma innegabile emozione dietro agli immancabili occhiali da sole), passando per i ricordi surreali di un tennis fatto di sigarette accese a bordo campo e siparietti televisivi in bianco e nero, abbiamo potuto apprezzare un dialogo scoppiettante, privo di filtri e ricco di umanità. Dalle storiche e tesissime battaglie in Coppa Davis, come quella del 1980 in Cecoslovacchia giocata in un clima ostile e con arbitri “casalinghi”, fino alle continue scaramucce verbali sul palco tra giornalista e campione, è emerso il ritratto di un’epoca in cui lo sport era prima di tutto carattere, istinto e vita vera.

Comprendendo come l’agonismo e i suoi protagonisti siano inevitabilmente cambiati, possiamo guardare al passato con occhi diversi, senza inutile malinconia. Perché i ricordi non possono darci certezze assolute, ma possono aiutarci, con l’arma formidabile del sorriso e della leggerezza, a comprendere meglio l’essenza del talento puro, trasformando una semplice intervista in un indimenticabile spettacolo di umanità.

Libertà di pensiero – Filippo Facci e Alberto Mingardi – Pordenone – 17 giugno 2026
I libri belli – Giordano Bruno Guerri, Giampiero Mughini, Pietrangelo Buttafuoco – Pordenone – 19 giugno 2026
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