Nella giungla di schermi, algoritmi, letture veloci e notifiche continue che frammentano il nostro tempo e la nostra attenzione, è difficile districarsi e ritrovare il valore della profondità. Per questo la serata di Pordenone Pensa con tre straordinari intellettuali come Giordano Bruno Guerri, Giampiero Mughini e Pietrangelo Buttafuoco è stata preziosa: quando in gioco c’è l’amore per la lettura, il fascino della pagina stampata e il ruolo dei libri come bussole della nostra esistenza, la miglior difesa che abbiamo è riscoprire il piacere del pensiero libero, della conversazione colta e della coltivazione del dubbio.
Le trappole in agguato lungo questo percorso sono davvero tante, alcune generate dall’illusione che la sintesi estrema del digitale possa sostituire la complessità della parola scritta, altre dalla pigrizia culturale di un’epoca che preferisce le certezze preconfezionate all’esplorazione, altre ancora dalla perdita di quella sana e magica curiosità che ci spinge a entrare in libreria con una lista precisa per poi uscirne con il triplo dei volumi, felicemente sopraffatti dal loro fascino.
Attraverso una straordinaria alchimia sul palco – che ha visto per la prima volta questi tre grandi autori condividere insieme lo stesso spazio di confronto – l’incontro ha tracciato un percorso appassionante e ricco di sfumature. Abbiamo potuto apprezzare come i libri non siano semplici oggetti inanimati, ma frammenti vivi della nostra anima e armi per lo spirito. Passando per riflessioni folgoranti sulla letteratura e sul costume, la serata ha regalato momenti di altissima intensità emotiva e culturale: dalla potente rievocazione del Cyrano de Bergerac, inteso come il manifesto assoluto del “grazie no” continuo, ideale per restare fieri e pronti alla battaglia culturale, fino alla splendida riscoperta di Pinocchio, celebrato non come una semplice favola per l’infanzia, ma come un monumentale libro per adulti, capace di accogliere in sé tutto il “legno storto” dell’umanità.
Comprendendo come la lettura e il culto del libro siano baluardi insostituibili di indipendenza intellettuale, possiamo guardare alla nostra crescita con occhi diversi. Perché i grandi testi non nascono per darci risposte assolute, ma per aiutarci, con la loro silenziosa e rivoluzionaria presenza, a porci le domande giuste, trasformando ogni pagina in una straordinaria occasione di rinascita e di comprensione della realtà che ci circonda.









































