Il prof. Massimo Lembo, dopo una breve premessa sull’evoluzione della legislazione in materia di previdenza in Italia, ha tracciato un quadro chiaro, completo ed esaustivo degli strumenti a disposizione per integrare la previdenza obbligatoria che il sistema pensionistico italiano offre, soprattutto in vista dell’inevitabile calo del tasso di sostituzione che inciderà negativamente sugli importi che verranno erogati in futuro.
Questi si dividono principalmente in Fondi pensione negoziali, frutto di accordo tra datore di lavoro e parti sociali; Fondi pensione aperti (FIP), per autonomi, non lavoratori o lavoratori che non hanno accesso a fondi negoziali; Piani individuali pensionistici (PIP) gestiti da assicurazioni o imprese di tipo assicurativo, con la forma di assicurazione sulla vita, e possono essere a contribuzione definita o a prestazione definita, con un portafoglio contabilizzato a costo storico; Pan european personal pension product (PEPP), piani individuali e portabili armonizzati a livello UE, ancora poco diffusi.
Il diritto alla prestazione si acquisisce dopo un periodo minimo, normalmente almeno 5 anni. Le posizioni sono intangibili nella fase di accumulo. È possibile l’anticipo del 75% per spese sanitarie o acquisto della prima casa, del 30% per altre esigenze.
Di recente anche il canale bancario ha iniziato a collocare prodotti pensionistici in modo importante (bancassicurazione).
Importante per il consumatore consultare la nota informativa che deve essere rilasciata prima che venga firmato qualsiasi contratto, e che permette di confrontare prodotti di diversi proponenti prima di effettuare una scelta che coinvolgerà tutta la vita e somme decisamente importanti. Tramite l’Indice Sintetico dei Costi (ISC) è possibile conoscere quanto i costi complessivi incideranno in percentuale su base annuale, con stime per differenti periodi di tempo, e la correlazione tra i contributi versati e la rendita futura.
Altro aspetto interessante è la pensione integrativa anticipata (RITA), che permette, avendo cessato l’attività lavorativa e a meno di 5 ani dalla pensione di vecchiaia, avendo 20 anni pregressi di permanenza nel fondo, di avere una rendita periodica fino all’età della pensione. Può essere chiesta per un importo parziale, non è incompatibile con altri tipi di pensione e consente lo svolgimento di una successiva attività lavorativa.
Particolarmente vantaggioso il trattamento fiscale, le erogazioni hanno una tassazione agevolata che va dal 9 al 15%, e i versamenti derivanti da contribuzione volontaria, anche a favore dei figli se questi sono a carico, sono deducibili entro i 5.146€ l’anno.
Una conferenza estremamente chiara, esaustiva e comprensibile per conoscere strumenti che saranno sempre più importanti in futuro per garantirci una vecchiaia come la desideriamo.









