I classici del giallo – Gulisano, Solito e Lucentini – Gorizia – 28 novembre 2025

L’incontro di PordenonePensa a Gorizia, tenutosi con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e del Ministero della Cultura, ha offerto un affascinante approfondimento sull’età dell’oro del giallo, analizzando la storia e l’impatto dei più celebri giallisti del Novecento. Il genere, chiamato mystery in inglese (mentre giallo è una denominazione italiana derivante dalle copertine), è nato in America con Edgar Allan Poe, il precursore che inventò la figura del primo investigatore, ma ha trovato la sua culla d’oro in Inghilterra.

Alla conferenza hanno partecipato Paolo Gulisano (saggista e studioso di letteratura anglosassone), Enrico Solito (massimo esperto italiano di Sherlock Holmes) e Lucio Nocentini (scrittore e appassionato di Agatha Christie) intervistati dalla giornalista Patrizia Artico.

Enrico Solito ha spiegato come Sherlock Holmes, creato da Arthur Conan Doyle, incarna il metodo classico della deduzione (o abduzione), appreso da Doyle, medico, grazie al metodo scientifico di osservazione dei segni insegnato all’Università di Edimburgo. L’opera ha generato il fenomeno dello “scerlockianesimo,” in cui i fan considerano Conan Doyle solo l’agente letterario di Watson. Nonostante fosse un borghese, Holmes disprezzava profondamente politici, nobili e ricchi, e le sue storie contengono una forte critica sociale, evidente nel suo rapporto con gli “Irregolari di Baker Street,” bambini cui dava dignità e denaro, un concetto che precorreva gli scout. Il canone di Holmes è visto come la storia di una profonda amicizia tra lui e Watson.

Agatha Christie, l’autrice di successi mondiali con oltre 2 miliardi di libri venduti, si concentrò principalmente sulla lucidità della trama (lo “scheletro”). A differenza di Doyle e Chesterton, i suoi personaggi, come Hercule Poirot e Miss Marple, sono spesso “marionette” funzionali all’enigma. Sebbene Poirot fosse deliberatamente creato come l’opposto fisico e nazionale di Holmes (basso, belga e baffuto), Christie ha detestato l’interpretazione simpatica di Miss Marple data da Margaret Rutherford. Christie stessa si cimentò in altri generi, scrivendo sei romanzi rosa sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott.

Paolo Gulisano ha descritto Gilbert Keith Chesterton, creatore di Padre Brown, come un gigante eccentrico (1,92 m per 140 kg) e un giornalista brillante e anticonformista. Padre Brown è mosso non tanto dall’assicurare il colpevole alla giustizia, quanto dal desiderio di redimerlo e trovare la verità. Chesterton nobilitò il genere, definendolo la forma moderna dell’antico romanzo epico d’avventura, in cui l’investigatore combatte il male come un cavaliere. La sua vasta attività intellettuale, che incluse il giornalismo contro la guerra boera e un romanzo di anticipazione (The Flying Inn, 1915) che prefigurava uno scenario sociopolitico futuristico, dimostra che il mystery non è mera letteratura d’evasione.

La conclusione unanime è stata che questi tre autori, pur distinti (soprattutto per la differenza tra l’approccio basato sul personaggio di Doyle e Chesterton e quello basato sulla trama di Christie), sono riusciti a creare capolavori che hanno il potere di “divertire, far pensare e commuovere”.

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