Il biologo e divulgatore Giacomo Moro Mauretto ha parlato della biodiversità, un termine coniato negli anni ’80, sottolineando come sia la questione ambientale meno affrontata rispetto alla sua gravità. Questa diversità include non solo la quantità di specie in un ambiente, ma anche la variabilità genetica e la diversità di habitat. L’Italia si colloca tra i paesi europei più ricchi in termini di biodiversità, vantando quasi 60.000 specie animali e circa 8.000 specie di piante autoctone. Tale ricchezza è stata fortemente influenzata da eventi geologici passati, come la crisi di salinità del Messiniano e le ultime ere glaciali. Nonostante ciò, la biodiversità italiana è a rischio, con circa una specie di vertebrato su 20 in stato critico di estinzione. I gruppi più minacciati sono i pesci d’acqua dolce, di cui quasi un quarto è in pericolo critico, e i pesci cartilaginei (squali e razze). Le principali cause della perdita di biodiversità sono l’introduzione di specie aliene invasive (come il gambero rosso della Louisiana e il siluro) e l’inquinamento da nutrienti agricoli. Preservare la biodiversità è cruciale non solo per garantire la stabilità degli ecosistemi (come quelli marini), ma anche perché gli organismi viventi custodiscono informazioni (geni e molecole) essenziali per lo sviluppo di farmaci e tecnologie future (come la PCR e Crispr). Sebbene i mammiferi in Italia stiano recuperando, la protezione richiede l’aumento delle aree protette e la gestione delle specie aliene invasive, in particolare nelle acque interne.














