Che cos’è il rischio? – Massimo Lembo – Pordenone 27 ottobre 2026

Che cos’è il rischio? Siamo partiti da qui

Quante volte, firmando una polizza, ci siamo chiesti davvero che cosa stavamo comprando? Non un oggetto, ma una protezione contro qualcosa che forse non accadrà mai. È da questa domanda, semplice solo in apparenza, che martedì 27 ottobre è ripartita allo Spazio Zero di Pordenone L’ABC dell’educazione finanziaria. È l’appuntamento d’autunno di PordenonePensa Finanza, che quest’anno dedica le sue serate al mondo delle assicurazioni.

A rompere il ghiaccio è stato l’avvocato Massimo Lembo, partito dalle fondamenta: il rischio. Gli antichi lo chiamavano alea, la stessa parola del celebre “il dado è tratto”. Indica un fatto possibile, futuro e incerto, naturale come una grandinata o causato dall’uomo come un incidente. Il diritto se ne occupa perché qualcuno, prima o poi, dovrà farsi carico delle sue conseguenze.

Il codice civile distingue due tipi di contratti. Nei primi tutto è chiaro fin dalla firma: io ti do questo, tu mi dai quello. Nei secondi l’incertezza non è un difetto ma l’essenza stessa dell’accordo. In questa seconda famiglia, accanto all’assicurazione, troviamo compagni di viaggio inattesi: la scommessa, la rendita vitalizia, perfino i contratti derivati della finanza. E proprio per questo, se un evento straordinario come una pandemia o una guerra ne cambia l’equilibrio, non si può chiedere di sciogliere il contratto. Quando l’incertezza è proprio ciò che si è comprato, non ci si può lamentare se arriva.

Non è mancato un salto nella storia. Le prime assicurazioni sono nate sulle navi, a Genova e a Venezia, già tra il XII e il XIII secolo, per proteggere carichi che rischiavano di finire in fondo al mare. L’assicurazione moderna, costruita su basi statistiche, nasce invece a Londra nel 1688 con i Lloyd’s.

La parte più utile della serata è stata quella pratica: come leggere una polizza senza farsi sorprendere. Lembo ha invitato a guardare con attenzione cose che spesso scorriamo distrattamente. Il massimale indica fin dove arriva la copertura. La franchigia è la parte di danno che resta a nostro carico. I rischi esclusi sono quelli che di solito si scoprono solo dopo un sinistro. E poi c’è la durata della copertura. Tutti questi elementi pesano sul premio che paghiamo.

Infine, un concetto da portarsi a casa: con l’assicurazione non si guadagna. Il risarcimento serve a rimetterci nella situazione di prima, non a migliorarla, ed è questo che distingue una polizza da una scommessa. Per lo stesso motivo il rimborso può ridursi o sparire del tutto se non avvisiamo per tempo la compagnia, se non facciamo nulla per limitare il danno o se al momento della firma abbiamo raccontato mezze verità.

Una serata chiara e concreta, che ha lasciato al pubblico qualche strumento in più e, probabilmente, la voglia di riaprire il cassetto delle polizze di casa.

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