Nell’ambito di Pordenone Pensa in Giallo, la storica, saggista ed esperta di famiglie reali Marina Minelli ha condotto il pubblico in un viaggio avvincente tra i segreti più oscuri e affascinanti della monarchia britannica. Fondatrice di Altezza Reale (il primo sito italiano interamente dedicato alla casa reale inglese), la saggista ha mostrato come dietro l’apparenza patinata e impeccabile della corte di Londra si celino secoli di intrighi di potere, morti sospette e sparizioni improvvise.
Più che di vere e me proprie maledizioni, tuttavia, la storia della corona inglese rivela una trama intessuta di profonde difficoltà dinastiche, rovinosi conflitti di potere e diffuse malattie dell’epoca — prima fra tutte la dissenteria, incubo ricorrente per i sovrani inglesi ed eredi al trono. Se proprio si deve rintracciare un mistero biologico che ha condizionato il destino delle famiglie reali, questo è senza dubbio l’emofilia: un enigma tuttora irrisolto, poiché non è mai stato chiarito come né esattamente da quando questo gene mutato sia entrato nella linea di sangue della casa reale, finendo poi per diffondersi nelle dinastie dell’intero continente.
Partendo dalla svolta storica della battaglia di Hastings del 1066 e dall’ascesa di Guglielmo il Conquistatore, la trattazione ha ripercorso i grandi momenti di frattura in cui la successione al trono inglese è stata drammaticamente messa a rischio. Tra questi, il naufragio del 1120 della White Ship — episodio in cui perse la vita l’erede Guglielmo Adelin e che ha ispirato il celebre incipit de I pilastri della terra di Ken Follett — fino al regno sterminato di Enrico II Plantageneto ed Eleonora d’Aquitania. I conflitti fratricidi tra i loro eredi e gli oscuri delitti di palazzo (come la misteriosa sparizione dei Principi della Torre attribuiti a Riccardo III) dimostrano come la storia della monarchia inglese sia da sempre intrecciata a trame del delitto e scontri per la corona.
















