Conflitti internazionali – Gaiani, Biloslavo, Micalessin – Pordenone 23 giugno 2026

Nella giungla di notizie frammentate, tifoserie mediatiche e semplificazioni geopolitiche, è spesso difficile orientarsi con una visione lucida e realistica. Per questo la serata di Pordenone Pensa a Spilimbergo con Gianandrea Gaiani, Fausto Biloslavo e Gian Micalessin è stata preziosa: quando in gioco c’è la comprensione di una pace fragile e di conflitti che sembrano non finire mai, la miglior difesa che abbiamo è analizzare i fatti con freddezza, andando ben oltre le comode narrazioni ufficiali.

Le trappole in agguato lungo questo percorso di consapevolezza sono davvero tante, alcune generate dall’emotività con cui spesso guardiamo alle guerre, altre dall’illusione che esistano alleanze indissolubili (come quella presunta tra Russia e Cina), altre ancora dalla nostra ottica spiccatamente eurocentrica che fatica a comprendere le reali dinamiche di potere globali.

Attraverso un’analisi spietata e rigorosa del Medio Oriente e dell’Est Europa, l’incontro ha smontato molte certezze predefinite grazie all’immensa esperienza sul campo dei tre giornalisti e analisti. Il dialogo ha svelato dinamiche profonde e spesso ignorate dai canali d’informazione tradizionali: dalla millenaria e finissima abilità di trattare degli iraniani, capaci di muoversi con straordinaria astuzia strategica nello scacchiere mediorientale, fino ai risvolti puramente economici e industriali della difesa, emblematici se si osserva l’enorme divario nel costo di produzione di un singolo carro armato nei diversi paesi del mondo. Accanto a questo, è emerso il quadro complesso di una Russia che, non producendo beni di consumo e dipendendo totalmente dall’esterno, non considera affatto la Cina come un alleato fraterno, ma come un competitor pericoloso da cui guardarsi le spalle per non farsi inghiottire.

Comprendendo come le vere dinamiche di potere siano slegate dalle semplici dichiarazioni d’intenti, possiamo guardare agli scenari internazionali con occhi diversi. Perché l’analisi geopolitica non può darci la certezza rassicurante di una pace immediata, ma può aiutarci, con il suo crudo realismo, a comprendere meglio la complessa realtà che ci circonda, trasformando la confusione quotidiana in vera consapevolezza civica e storica.

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