Nella giungla di dati, informazioni, allarmi, consigli e annunci che riguardano la nostra salute che ci bombardano da ogni parte è difficile districarsi. Per questo la serata con Devis Bellucci è stata preziosa: quando in gioco c’è un bene prezioso come la nostra salute meglio non scherzare; dato che la disinformazione è sempre in agguato la miglior difesa che abbiamo è comprendere la qualità e affidabilità dei dati delle ricerche scientifiche che sono alla base delle informazioni.
Le trappole in agguato sono davvero tante, alcune generate dalla malafede di chi fa marketing aggressivo, altre dalla scelta non oculata della metodologia o del campione oggetto di studio, altre ancora dal nostro stesso cervello e dal suo bisogno di collegare cause ed effetti.
Partendo dagli elementi che contraddistinguono uno studio affidabile, passando per la difficoltà di capire le cause dietro a un fenomeno (perché correlazione e causa sono due cose diverse) abbiamo potuto apprezzare la potenza della statistica dietro alla ricerca scientifica (un contributo fondamentale arrivò dalla straordinaria Florence Nightingale) per arrivare alla carta migliore in mano alla scienza, lo studio randomizzato in cieco (anche per evitare le storture derivate dall’effetto placebo, che è molto più efficace, complesso e articolato di quanto tenderemmo a pensare).
Comprendendo come e dove i dati possono essere incompleti, insufficienti o addirittura ingannevoli possiamo avvicinarci con efficacia alla comprensione degli studi medici, schivando le trappole disseminate lungo il percorso dell’informazione. Però è sempre bene tenere presente che la scienza non può darci certezze, ma solo aiutarci, con i suoi tempi e metodologie, a comprendere meglio la realtà che ci circonda.





















